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Gobetti

 

Istituto Gramsci

 

Fondazione Rosselli

 

Istituto Salvemini

  • con la collaborazione scientifica del Centro Studi di Scienza Politica "Paolo Farneti"

 





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Una Scuola per la Buona politica a Torino

E' diffusa la percezione di un generale impoverimento, se non deterioramento, della vita pubblica nelle democrazie contemporanee, e soprattutto nel nostro paese.


Alcune delle cause della patologia non sembrano difficili da individuare: la drammatica difficoltà del sistema educativo scolastico a fronteggiare lo sfaldamento culturale nella società e nelle famiglie, la colonizzazione televisiva delle coscienze, la grave carenza di informazione plurale, seria e indipendente, la crisi delle organizzazioni di massa come partiti e sindacati, in cui un tempo avveniva una parte importante della formazione politica dei cittadini.

In queste condizioni, quella che Norberto Bobbio considerava la più importante promessa non ancora mantenuta della democrazia, la nascita e la crescita del "cittadino educato", sembra destinata a rimanere disattesa.

 

Ma la democrazia non può vivere senza cittadini "educati": informati e consapevoli, dotati di spirito critico almeno quanto basta per sfuggire alla miopia del proprio particulare e per non farsi irretire nelle superficialità e negli inganni di una comunicazione politica spesso distorsiva e scadente.
Per crescere, i cittadini educati hanno bisogno di spazi, strumenti e occasioni di formazione e autoformazione.

 

Sulla base di queste considerazioni, i quattro Istituti torinesi di cultura, intitolati rispettivamente a Gobetti, Gramsci, Rosselli e Salvemini, hanno convenuto sull'opportunità di creare a Torino una Scuola per la buona politica, prendendo a modello la Scuola omonima creata a Roma dalla Fondazione Basso, ed hanno deciso di avviare una collaborazione scientifica con la Scuola romana, nonché di stimolare insieme con essa una moltiplicazione di iniziative analoghe in altre sedi, nella prospettiva di istituire una estesa rete di Scuole a livello nazionale. Il primo frutto di questo progetto è stato la nascita di una Scuola per la Buona Politica a Cuneo, che ha iniziato le sue attività nel gennaio 2009.

 

 

Obiettivo della Scuola è l'attivazione di una sfera pubblica, ossia di uno spazio di discussione per la rivitalizzazione di una opinione pubblica critica, diffusa ed estesa.

L'autonomia morale e intellettuale che contraddistingue i nostri Istituti di cultura impone di perseguire questo obiettivo in modi e forme del tutto indipendenti da partiti e prospettive di partito e più in generale da progetti o interessi di gruppi e/o istituzioni politiche nazionali o locali.

 

Perciò la Scuola, nella sua struttura e nelle sue attività, intende differenziarsi chiaramente dalle numerose iniziative in apparenza simili che stanno pullulando in Italia.

La Scuola intende inoltre differenziarsi anche dall'impostazione seguita da altre istituzioni culturali, universitarie o para-universitarie, che adottano il cosiddetto modello "dell'eccellenza", in quanto non si propone compiti di "alta formazione", bensì di educazione ed auto-educazione alla cittadinanza democratica, richiamando l'attenzione attiva dei suoi fruitori su questioni rilevanti per il cittadino come tale, che voglia essere un soggetto critico e incisivo nella società civile e nella società politica.

 

La Scuola intende privilegiare come allievi-interlocutori le figure dei "mediatori", con particolare attenzione al mondo delle professioni educative e comunicative, e cioè ad insegnanti, soprattutto ai più giovani, a giornalisti, ma anche a pubblici amministratori delle più diverse sedi e livelli e a soggetti che operano nel mondo del volontariato civile. Verrà richiesta una vera e propria iscrizione, regolata da un apposito bando, e il pagamento di un contributo individuale di €100.

 

Le domande di iscrizione verranno vagliate da una apposita commissione.

 

E' ragionevole pensare che la Scuola possa accogliere un numero di studenti non superiore a 50. Ispirandosi al modello romano, la Scuola istituisce ogni anno un semestre di attività didattiche, tutte dedicate ad un problema di vasta portata ma convenientemente determinato e preciso, articolandolo in sei temi specifici che saranno oggetto delle singole unità didattiche.

Ogni mese verrà svolta una sola unità didattica, concentrata in una sola giornata di studio.

 

Ciascuna unità didattica comprenderà:

a) una lezione (aperta al pubblico) di un'ora tenuta da uno o due docenti esperti del tema specifico in oggetto, seguita da un'ora di dibattito

b) un seminario (riservato agli iscritti) di due/tre ore sul medesimo tema, preparato e condotto da altri due o tre docenti.


Il primo anno didattico della Scuola, che si è svolto nel semestre gennaio-giugno 2008, è stato dedicato al tema generale

 

Democrazia: eleggere, rappresentare, deliberare, decidere.

 

Il tema è stato articolato nei seguenti nuclei problematici, che sono stati oggetto delle sei unità didattiche:

 

  1. Democrazia, elezioni, partiti
  2. Democrazia e nuove forme di partecipazione
  3. Democrazia e populismo
  4. Democrazia e mercato
  5. Democrazia, laicità e società multiculturale
  6. Democrazia ed Europa

Il secondo anno didattico della Scuola, che si è svolto nel semestre gennaio-giugno 2009, è stato dedicato al tema generale

Destra e sinistra nella società e nelle istituzioni

Il tema è stato articolato nei seguenti nuclei problematici, che sono stati oggetto delle sei unità didattiche:

  1. Destra e sinistra: una coppia in crisi?
  2. Diseguaglianze globali e capitalismo senza regole
  3. Il destino dei diritti sociali, tra stato e mercato
  4. Domande di sicurezza e politiche della paura
  5. Soggetti e luoghi dell'identità politica
  6. Quali regole del gioco?

 

Le direttive per l'istituzione della Scuola e per l'avvio delle sue attività, per la determinazione dei programmi e dei tempi e modi della loro attuazione, per la scelta dei temi e dei docenti sono state affidate alla cura di un Comitato organizzativo, composto da rappresentanti dei quattro Istituti di cultura torinesi. Michelangelo Bovero ha assunto la funzione di coordinatore delle attività didattiche della scuola.